Il Governo vuole un progressivo ritorno alla normalità, ad agosto stadi al 40/50% con greenpass. Gli Ultras tuonano: o tutti o nessuno.

Chiunque stia leggendo è ben conscio del periodo che ci stiamo – forse – mettendo alle spalle. Il COVID-19 è sempre all’ordine del giorno, ma da qualche tempo anche con l’aiuto dei vaccini i toni sono senz’altro meno accesi rispetto ai primi mesi dell’anno. Nonostante la variante “delta” sia ben radicata in Italia, il calcio non può attendere e in queste ore si sta parlando di riapertura degli impianti sportivi. Ancora una volta ci saranno importanti limitazioni per l’accesso agli stadi tramite l’utilizzo del green pass.

Si pensa ad una presenza ridotta tra il 40% e il 50% – a seconda del colore della regione – per tutti gli impianti di Serie A. Merito di questo primo rientro è sicuramente dell’Europeo conclusosi questa estate. L’evento ha fatto da apripista, il vaccino, poi, è sicuramente stato un ulteriore passo in avanti in questo senso.

Se però da una parte c’è la volontà di un ritorno alla normalità, qualcuno frena su questo fronte. Diversi gruppi ultrà italiani si dicono contrari a rientrare parzialmente. O tutti o nessuno. Si sono susseguiti diversi striscioni per l’intera penisola italiana e tra i primi ci sono i tifosi della Sampdoria, che in occasione dell’amichevole contro il Verona scrivono: “Per noi non è ancora il momento, rientreremo solo al 100%“. Striscione ripreso anche dal gruppo degli Eagles Supporters – di cui abbiamo parlato in un precedente articolo – che con l’occasione fanno partire un sondaggio Instragram tra i propri seguaci.

Quest’anno potrebbe essere l’anno decisivo per un rientro, anche parziale. Il nostro invito è quello di soffermarsi a come il paese era epidemiologicamente nel settembre 2020, a quali erano le aspettative per l’inverno e come il vaccino era una promessa. Le cose sono profondamente cambiate anche da inizio 2021, quando il nostro paese aveva visto un’intensa crescita del virus, ora fortunatamente diminuita. Il peggio è passato verrebbe da dire, ma non è del tutto così. Questo virus – che abbiamo imparato a conoscere – è imprevedibile. Subdolo. Aggressivo. Un rientro a capienza ridotta è la cosa più razionale, almeno per noi. Il nostro augurio è che nessuno possa essere discriminato, non vorremmo vedere troppi biglietti assegnati ad amici o parenti “dì”. In un calcio che è sempre più proiettato al guadagno è facilmente prevedibile un epilogo simile.

Ci attendono ancora mesi intensi, forse imprevedibili. Speriamo di poter gioire più quanto abbiamo sofferto la scorsa stagione.