SUCCESSI PRECOCI

Il 20 dicembre 2019 Mikel Arteta subentra nel ruolo di allenatore dell’Arsenal a Ljungberg, tecnico nominato ad interim dopo le dimissioni di Unai Emery. Nonostante la finale di Europa League raggiunta nella stagione precedente, l’ex centrocampista spagnolo assume la guida di una squadra in evidente stato di crisi identitaria. Capace di totalizzare solo 23 punti nelle prime 18 partite, l’Arsenal riparte dall’ottavo posto in classifica con il suo nuovo tecnico. Al termine della stagione il piazzamento dei Gunners non migliora ed a fine febbraio arriva l’eliminazione dall’Europa League contro l’Olympiacos. Tuttavia Arteta in pochi mesi arricchisce la bacheca trofei dell’Arsenal, a secco da tre anni, con le vittorie di FA Cup e Community Shield

L’Arsenal vince la Community Shield 2020 contro il Liverpool.

IL RAPPORTO CON GUARDIOLA

Dopo Solskjær e Lampard, anche Mikel Arteta, 37 anni, entra fra le giovani leve dei tecnici della Premier League, sancendo l’inizio di un nuovo ciclo in casa Gunners. In realtà ad Arteta non è nuovo il ruolo di allenatore, avendo militato al fianco di Pep Guardiola per tre stagioni e mezza al Manchester City, in qualità di vice. Da dicembre Mikel ha deciso di camminare “con le proprie gambe”, anche se la prolungata vicinanza al tecnico catalano lo ha decisamente influenzato. A volte definita come una vera e propria simbiosi, la collaborazione con lo stakanovista Pep è una sfida quotidiana che richiede costante disponibilità ed impegno.

Mikel Arteta e Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City.

Ciò che Mikel sembra aver assorbito maggiormente dall’inventario del suo “maestro” sono alcuni concetti di gioco piuttosto ricorrenti. Innanzitutto l’enfasi al juego de posición, cioè il controllo degli spazi attraverso il quale si ricerca la superiorità posizionale (non necessariamente numerica). L’obiettivo consiste nel liberare uomini tra le linee e nell’aprire traiettorie di passaggio multiple. Per riproporre questo modello di gioco sul campo, sono necessari allenamenti costanti e minuziosi, che insegnino agli interpreti l’importanza della distribuzione in campo.

Perni di queste manovre sono le mezzali, che agiscono tra le linee, ed il lavoro esterno-interno dei cosiddetti “falsi terzini”, svolto in combinato con il difensore centrale ampio in fascia. Soluzione alternativa per raggiungere l’hombre libre è il sovraccarico di una fascia, con l’azione che si sviluppa con passaggi rapidi e ravvicinati in una porzione di campo mentre l’ala opposta rimane larga. Lo scopo è raggiungere quest’ultima con un cambio di gioco per sfruttarne l’eventuale superiorità qualitativa. In quella zona di campo vi sarà meno densità e potranno essere valorizzate le doti del singolo calciatore nel’1 vs 1.

Altro de ja vu a conferma che Pep sia stato un buon insegnante e Mikel un ottimo discepolo è l’assetto aggressivo in fase di non possesso. Quando la qualità dell’avversario lo consente, l’Arsenal tende a recuperare molto alto il pallone, con Aubemeyang non di rado in pressing sul portiere. Tecnica che può rendere la squadra vulnerabile a ripartenze e lanci in profondità, ma che allo stesso tempo, se eseguita con ordine e polmoni, può indurre l’avversario ad errori e nervosismo.

Arteta
Mikel Arteta analizza un match da bordo campo.

IL 3-4-3

Queste considerazioni non vogliono certo sminuire la personalità e l’impatto del tecnico basco sulle sorti dell’Arsenal. Basti pensare alla scelta del modulo, ben diversa dal 4-3-3 adottato da Pep: partito con un 4-2-3-1 nella scorsa stagione, ad oggi Mikel sembra essere più incline ad un 3-4-3. La linea a quattro dell’anno passato aveva trasmesso poca stabilità, anche a causa del rendimento decisamente sotto tono di giocatori come David Luiz. Le positive risposte sul campo dei giovani Gabriel, centrale dei tre di difesa, e Tierney, terzo a sinistra, potrebbero confermare lo schieramento a tre. A farne le spese, vista la possibile preferenza di centrocampisti di contenimento, potrebbero essere i giocatori più di qualità dell’Arsenal, come Özil. Mentre il duttile Ceballos è fiducioso di una seconda opportunità dopo la deludente passata stagione, visto anche il rinnovo del prestito dal Real Madrid.

Davanti gli intoccabili Lacazette, Willian, prezioso acquisto nell’attuale sessione di mercato, e Pierre Emerick Aubameyang, vera stella dei Gunners, devastante anche partendo da sinistra. Proprio l’attaccante era il delicato nodo che Arteta si era promesso di sbrogliare, visto che il gabonese rischiava di finire tra gli svincolati il prossimo giugno. Giusto un paio di giorni fa il fuoriclasse ex Borussia Dortmund ha rinnovato il suo amore per la maglia biancorossa.”This is where you belong Auba” ha twittato la società per rendere noto il raggiungimento dell’accordo.

Arteta e Aubameyang
Pierre Emerick Aubameyang ha rinnovato pochi giorni fa il suo contratto con l’Arsenal.

PROSPETTIVE

Buona la prima, l’Arsenal ha messo ko il Fulham a Craven Cottage nei primi 90 minuti di una nuova stagione di Premier League. Le sensazioni sono positive e con qualche innesto in più, soprattutto a centrocampo, Mikel Arteta può diventare un avversario da temere e rispettare. Ad oggi non al livello delle big four (City, United, Liverpool e Chelsea), i Gunners intendono tornare nell’Europa che conta, e che manca da 4 anni. Ma al contempo è prudente volgere lo sguardo a chi parte poco dietro, con Tottenham, Leicester ed Everton assolutamente competitive. 

Il percorso fin qui svolto da Arteta è incredibile: ha recuperato una squadra mentalmente sull’orlo del baratro, tifosi in primis, e che neanche a giugno si poteva lontanamente immaginare avrebbe vinto due trofei in così poco tempo. In più, oltre al ruolo di tecnico, Arteta ha di recente assunto il ruolo di manager, finendo ancora di più al centro del progetto biancorosso. Il mister riceverà più poteri dal club: oltre a svolgere compiti di allenatore, sarà in grado di prendere decisioni su altre questioni, come il mercato in entrata e in uscita o il reclutamente del personale dello staff. Con questo metodo, con questi ritmi, i Gunners possono aspirare ritagliarsi nuovamente un posto tra le prime d’Inghilterra.