Alla seconda giornata di campionato un altro episodio, dopo quello di Zielinski di sabato scorso, fa discutere in merito all’interpretazione delle nuove regole di gioco. In particolar modo, quella sui falli di mano. Al 10’ del secondo tempo, in marcatura su Sansone, Cionek colpisce visibilmente la palla con la mano destra in area di rigore, ma Di Bello non fischia fallo. I giocatori accennano ad una protesta e pochi istanti dopo Fabbri e Giallatini richiamano l’arbitro a consultare il VAR, invitandolo a rivedere la sua decisione. Accade che il Bologna vede negarsi incredibilmente la concessione del penalty, tra lo stupore di tifosi e calciatori, nonché dei commentatori.

La formulazione della regola ufficiale recita che “sarà considerato fallo di mano al verificarsi di una di queste condizioni : 1) Tocco volontario 2) Posizione innaturale, anche se involontaria, quando il braccio è in linea con le spalle, o sopra le spalle, o lontano dal corpo. A prescindere dalla distanza tra chi tira e chi colpisce di mano. Unica eccezione avviene nel caso in cui chi calcia il pallone colpisca la sua stessa mano, in quel caso non è fallo”.

Fallo di mano di Cionek nel derby di ieri sera tra Bologna e Spal.

A ben vedere, il braccio destro di Cionek è scomposto e piuttosto lontano dal corpo, quindi non sarebbe errata la decisione di assegnare il tiro dal dischetto. L’arbitro non potrebbe nemmeno sostenere la assoluta involontarietà del tocco, dovuta alla brevissima distanza tra i due giocatori, dato che tali profili non sono rilevanti secondo la nuova disciplina.

Una settimana fa, in Fiorentina-Napoli, viene assegnato un calcio di rigore alla Fiorentina per un fallo di mano di Zielinski molto simile a quello di Cionek. Infatti il centrocampista azzurro colpisce la palla con il braccio, che era più lontano dal corpo di quanto concesso, e all’arbitro Massa bastano pochi istanti alla visione del VAR per assegnare il calcio di rigore. A salvare Zielinski non sarà né la distanza minima tra giocatori che agivano in mischia né l’involontarietà del tocco.

“Quella sul fallo di mano ha complicato le decisioni dell’arbitro. Si prova a renderlo oggettivo, ma alcune situazioni sono solo a discrezione dell’arbitro. Spero si faccia un passo indietro, diventa complicatissimo, ci sono già state 3 situazioni alla prima giornata, quella di Zielinski, quella di uno dell’Udinese e quello di Cerri a Cagliari, due rigori e uno non punito e credo che quella più giusta sia quella di Udine. Da piccoli ci insegano a saltare con le braccia, non come i birilli. Spero si faccia un passo indietro, è una decisione complicata che spetta all’arbitro e resta soggettiva, non si possono catalogare oggettivamente. Le mani a volte si usano per coprirti, il contatto è lecito nel calcio” afferma Carlo Ancelotti.

Braccio a “ore 9” di Zielinski in Fiorentina-Napoli.

Ultimo episodio, suggerito da Ancelotti, è quello del secondo tempo di Udinese-Milan, con Samir che saltando colpisce la palla con il braccio. Pasqua chiede l’ausilio del VAR, ma gli addetti gli consigliano di rivedere personalmente l’azione: all’esito del check l’arbitro conferma la prima decisione e non assegna calcio di rigore. La decisione è fondata sul naturale movimento del braccio da parte del difensore che, saltando, non poteva fare altrimenti. Tuttavia è dubbio che questa valutazione sia in linea con le nuove direttive, in quanto sembra giustificare il tocco di mano con argomenti che sono espressamente respinti dal regolamento.

Tocco con la mano di Samir all’82’ di Udinese-Milan.

Tre situazioni similari, tre interpretazioni diverse, tre decisioni. La nuova regola sui falli di mano, da poco in gioco, deve essere ancora assimilata e metabolizzata dai direttori di gara. Tuttavia, se si diffondesse una certa omogeneità di giudizio, quantomeno in questa fase iniziale di sperimentazione della regola, il calcio ne beneficierebbe. In ogni caso questi episodi assieme alle successive discussioni che hanno alimentato, hanno la loro utilità in quanto costituiscono importanti precedenti cui fare riferimento per decisioni che andranno prese in futuro.