Tutte le leggende sono vere. Tra queste vi è anche quella di un difensore centrale capace di segnare 253 gol in carriera tra club e nazionale.


È la storia di Ronald Koeman, il bomber atipico.

Koeman è nato a Zaanstad, nell’Olanda settentrionale, il 21 marzo 1963, in una famiglia di calciatori. Infatti suo padre e suo fratello maggiore hanno giocato entrambi nella massima serie olandese, certamente non con i risultati di Ronald, che porta con sè il record del difensore più prolifico della storia del calcio. La caratteristica più strana di queste 253 reti messe a segno dal difensore olandese è che la maggior parte sono arrivate da un tiro da fuori area o da un calcio piazzato. Il colpo di testa infatti non era la sua punta di diamante data anche la sua altezza: 1.82 m, un po’ poco per un difensore centrale.

Ronald giocava e si mise in mostra nelle giovanili del Groningen, ma il piccolo club del nord, che nel 1971 aveva preso il posto della “Groningen Football and Athletics Association”, andava stretto al giovane Ronald che infatti grazie sia alle sue ottime abilità tecniche e fisiche esordì in prima squadra all’età di 16 anni! Furono proprio i due fratelli Koeman a portare il Groningen nelle posizioni alte della classifica attirando così l’attenzione dei grandi club olandesi, ma anche di quelli europei. Fu in questo momento che le strade dei due fratelli si divisero, nel 1983 Erwin Koeman il fratello maggiore andò a giocare per il Malines, mentre Ronald, dopo 33 gol in 89 presenze con la maglia bianco verde del Groningen, andò all’Ajax.

Nei lancieri Koeman crebbe ancora, qui infatti vinse i suoi primi trofei in terra olandese. Era un Ajax ricco di talenti: oltre Ronald ancora ventenne infatti possiamo ricordare due calciatori che hanno fatto la storia del calcio olandese e rossonero, Frank Rijkaard e Marco Van Basten. Nella squadra di Amsterdam Koeman collezionó anche le sue prime presenze in coppa dei campioni. Dopo 23 reti segnate, un campionato vinto nel 1985 e una coppa d’Olanda 1986 Ronald Koeman si trasferì al PSV, dove si consacrò definitivamente.

L’esperienza con il PSV fu magica per Koeman. Qui condivise lo spogliatoio con il terzo olandese che rese grande il Milan: Ruud Gullit. Anche in questa esperienza Ronald confermò di avere il vizio del gol, segnando 51 reti in 98 presenze. Ma soprattutto portò anche questa squadra a vari successi con un ruolo sempre più di leadership: vinse tre campionati di fila, dal 1987 al 1989, e due coppe d’Olanda, una nell’88 e l’altra nell’89, vincendo per due volte il double nazionale, l’unico olandese a riuscirci sia da giocatore con il PSV che da allenatore nel 2002 con l’Ajax.

Nel 1987 il PSV di Ronald Koeman andò oltre i confini nazionali. Per la prima e unica volta nella sua storia, non però per Koeman, la squadra di Eindhoven vinse la Coppa dei Campioni in finale contro il Benfica, centrando così uno storico triplete.

Nel frattempo nel 1988 Johan Cruijff, che purtroppo aveva già appeso gli scarpini al chiodo da anni, lasciò la panchina dell’Ajax, dove aveva allenato l’ancora giovane ma già fortissimo Koeman, e approdò al Barcellona. In Catalonia Johan aveva lasciato il segno facendo innamorare migliaia di tifosi con il suo talento cristallino e riuscendo anche a vincere un campionato spagnolo e una coppa nazionale in uno dei tanti decenni in cui il Real Madrid sembrava inarrestabile. Cruijff a Barcellona voleva lasciare un segno ancora più grande da allenatore, ma sapeva che non bastava soltanto vincere per farsi ricordare: doveva far innamorare la gente e così creò, letteralmente, una squadra da sogni capace di giocare un calcio meraviglioso. Il Barça di quegli anni viene ricordato come il “dream team“, sia perché pieno di giocatori fenomenali, sia perché nel 1982 a Barcellona vi furono i mondiali di Basket, nei quali giocò, il vero dream team, quello a stelle e strisce guidato da un certo Michael Jordan. Ma con la squadra catalana ancora in fase di costruzione, il profetico Cruijff sapeva che sarebbe servito un difensore centrale capace di far muovere velocemente la palla: chi meglio di quel giovane ragazzo che aveva già allenato nell’Ajax, che ormai era diventato grande e vincente?

Era la fine degli anni 80’, uno dei periodi più belli per l’Italia: finalmente regnava la pace nel “bel paese” che ne aveva vissute tante. La nazionale era tornata forte vincendo il mondiale nel 1982 e le squadre di club dominavano il calcio europeo. Non c’era da stupirsi se la maggior parte dei calciatori stranieri voleva arrivare lì nell’Olimpo: in Serie A! Solo pochi resistevano al fascino italiano, tra cui Ronald Koeman, il quale si fece convincere e coinvolgere nel progetto del suo connazionale Cruijff, arrivando nel 1989 a Barcellona.

“Quando allenavo il Barça, ricordo che con Koeman o con Stoichkov giocavamo a non mettere dentro la palla, troppo facile, ma a colpire la traversa o uno dei pali, proprio per aumentare la precisione del tiro”. Questo divertente aneddoto di Cruijff spiega la qualità di quella squadra e l’importanza che ebbe Koeman per quella squadra.

Ronald arrivò in Spagna circondato tra gli scetticismi: “Perché così tanti soldi per un difensore?” “Perché tra tutti gli olandesi Cruijff è andato a cercare proprio lui?”. Erano questi i pensieri dei tifosi blaugrana, che però evaporarono senza più tornare dopo poche partite. Koeman conquistò il cuore dei suoi tifosi diventando un idolo al Camp Nou, segnò ben 67 reti in 191 presenze, numeri da trequartista. Da vero leader in campo portò il Barça a vincere per la prima volta nella storia blaugrana la Champions League nel 1992, come Micheal Jordan portò al successo la sua nazionale. In Spagna vinse anche quattro campionati gettando le basi per quello che sarà poi il grande Barcellona degli anni 2000.

A quasi 30 anni Ronald aveva vinto tutto ciò che poteva vincere, ma dopo l’esperienza blaugrana non voleva ancora smettere di giocare a pallone. Tornò così in patria al Feyenoord, dove non vinse ma continuò a timbrare il cartellino, segnando le sue ultime 19 reti con la maglia di un club.

Il difensore più prolifico di sempre ebbe un ruolo importantissimo anche in una delle nazionali orange più forti di sempre, seconda forse solo a quella di un decennio prima guidata da Cruijff. In nazionale Ronald segnò ben 14 reti e vinse l’europeo del 1988.

Si ritirò nel 1997 e intraprese la carriera da allenatore dove continuò a vincere prima con l’Ajax, con il double del 2002, poi con Benfica e Valencia, con le quali vinse le rispettive coppe nazionali.

Dopo l’esperienza inglese con Southampton ed Everton ora Ronald Koeman è alla guida della nazionale olandese che dopo anni di buio sta tornando grande guidata, guarda il caso, da due difensore centrali fortissimi e con il vizio del gol: Virgil Van Dijk e Matthijs De Ligt.