22 luglio 1963, la città di Madrid si trovava ancora sotto il regime di Franco, quando venne al mondo El Buitre.

El Buitre è il soprannome, o meglio, il nome d’arte di Emilio Butragueño, un attaccante rapido con il fiuto del gol ed una classe cristallina. Vestì la maglia dei blancos dal 1984 al 1995 con cui mise a segno 123 gol in 321 partite. Prima del debutto con la camiseta Galáctica Butragueño fece tutta la trafila nelle giovanili della squadra di Madrid, ed è proprio lì che nacque la leggenda.

Il decennio dai primi anni settanta ai primi anni ottanta per il Real Madrid non furono anni da incorniciare, avendo vinto qualche titolo a livello nazionale tra cui il ventesimo campionato, ma a livello internazionale non godendo più del prestigio dei tempi in cui tra le sue fila giocavano campioni come Di Stefano e Gento.

A Madrid però negli anni 80’ sapevano che nel settore giovanile qualcosa si stava muovendo, che il vento poteva tornare favorevole e a sorvolare sopra quel vento ci sarebbe stato lui: El Buitre, l’avvoltoio, e la sua quinta.

La quinta del Buitre fu un capolavoro del settore giovanile del Real: ben cinque giocatori che sono partiti insieme dalle giovanili dei blancos fino a portare nuovamente il Real Madrid nelle posizioni che meritava. Míchel centrocampista, Pardeza attaccante, Vázquez centrocampista, Sanchís difensore e poi lui, El Buitre, la punta di diamante. Il colpo di genio della dirigenza dei blancos fu quella di affiancare a Butragueño un altro attaccante veloce e letale sotto porta come lui: il messicano Hugo Sánchez.

Colui che spiccava maggiormente era naturalmente il giocatore di maggior talento: El Buitre, ma un ruolo fondamentale nel Real Madrid lo ebbe anche e soprattutto Sanchís che vestì la maglia dei Galácticos dal 1983 al 2001, diventando il secondo calciatore ad aver vinto più trofei con il Real, dietro solo a Gento, e il terzo giocatore con più presenze nella storia del Real Madrid.

La quinta del Buitre ebbe il merito di riportare il Real a vincere in Europa e gettò le basi per il decennio 1990-2000 che fu ricco di successi nazionali e internazionali per i Galácticos.

La carriera di Emilio Butragueño iniziò, come quasi tutti i giocatori del Real, nella squadra satellite dei blancos: il Castilla.

In tre stagioni scese in campo per 65 volte segnando 37 reti. Non numeri da vero e proprio bomber d’aria di rigore, ma in campo mostrava altro: la sua innata classe e la sua tecnica palla al piede, anzi palla ai piedi perché per lui tra destro e sinistro non c’era alcuna differenza.

Dopo tre stagioni, nel 1984, El Buitre si sentì pronto a spiccare il volo e firmò con il Real Madrid.

Una storia quella tra il Real e El Buitre che rischiò di non iniziare mai: infatti nel 1981, prima che Emilio firmasse per il Castilla, il padre, che possedeva un importante negozio di profumi nel centro di Madrid, stava cercando a tutti i costi una squadra per il figlio. La prima squadra che bussò alla porta della famiglia Butragueño fu una delle due squadre di Madrid, ma non il Real bensì l’Atlético! Il padre di Emilio si rifiutò categoricamente e dopo qualche settimana arrivò l’attesa chiamata delle giovanili del Real Madrid.

Nel mercato estivo del 1984 il Real fece firmare il primo contratto a quel giovane “rubio”, che però non godeva di tanta popolarità tra i  tifosi del Real. E allora chi aveva chiesto questo ragazzo di 21 anni in prima squadra? Il suo acquisto era stato chiesto da un altro “rubio” con più precisione dalla Saeta Rubia! Ebbene sì, Alfredo Di Stefano in persona, per molti il giocatore più forte ad aver vestito la maglia blanca, che in quella stagione stava allenando il Real aveva richiesto l’acquisto del giovane Emilio. Giocatori iconici come Cruijff e Di Stefano oltre al loro talento unico, nella storia del calcio ebbero anche un ruolo profetico nel cambiare letteralmente la mentalità e il modo di giocare delle squadre in cui giocarono, cambiandone anche la storia, e la lungimiranza di benedire alcuni giocatori. 

Se infatti Cruijff non smise di pronunciare parole d’ammirazione per Messi, Di Stefano fece lo stesso con due giocatori in particolare: Cristiano Ronaldo ed Emilio Butragueño. Alfredo di Stefano definì  dopo qualche partita El Buitre come un “dono divino per il Real Madrid” e definì CR7 come colui che avrebbe portato finalmente la decima a Madrid. Il 24 maggio 2014 il Real guidato da Cristiano Ronaldo vinse la decima, Alfredo Di Stefano, che di Champions con il Real ne aveva vinte ben 5, si spense a luglio del 2014.

El Buitre vestì la camiseta Blanca dal 1984 al 1995, grazie ai suoi 123 gol riuscì a vincere per 6 volte in campionato, 5 di queste volte consecutivamente e vinse due coppa UEFA nel 84-85 e 85-86. L’impatto con la prima squadra fu subito devastante e da protagonista come dimostrano i trofei vinti già nella prima stagione. Nel 1995 si trasferì all’Atlético Celaya dove chiuse la sua carriera nel 1998.

Nel Gennaio 2001 è entrato a far parte della dirigenza Blanca, dove svolge tuttora il ruolo di direttore delle relazioni istituzionali.