Un piccolo Messi, la primavera dell’Inter e una partita a Barcellona. Segnatevi il nome: Gaetano Oristanio.

Andando in giro tra i campi del Sud Italia chiedendo di Oristanio, qualcuno potrebbe raccontarvi di un bomber di categorie inferiori, tra Serie C e dilettanti, che faceva sognare le piazze dei paesi. E in effetti Rosario Oristanio qualche gol, in giro per il mezzogiorno, lo ha segnato. Erano gli anni ’90 e quello era un altro calcio.

Adesso Rosario fa il professore e a deliziare i supporters ci pensa qualcun’altro. Qualcuno che porta avanti il suo nome: Gaetano Oristanio, suo figlio.
La classica storia del figlio che supera il padre. Sì, perché Gaetano sembra essere destinato a palcoscenici molto più grandi rispetto a quelli dove si esibiva il padre. Infatti Gaetano gioca nella primavera dell‘Inter. Classe 2002, i nerazzurri lo portarono a Milano prima ancora che compisse i 14 anni di età, nell’estate del 2016, prelevato dalla Peluso Academy di Sperone, provincia di Avellino.

“È arrivato che era un ragazzino, ma già aveva l’attenzione dei grandi club.” ci racconta Antonio Peluso, cofondatore dell’Accademia “Qui da noi giocava sottoetà, con i giovanissimi del 2001, in coppia con Marco Zunno che oggi è a Novara in Serie C”

Orme da seguire, quelle di Rosario per Gaetano, ma anche lezioni da imparare fuori e dentro al campo: ad allenarlo nella Academy c’è proprio Rosario che già aveva capito di che pasta fosse fatto suo figlio, che molto probabilmente avrebbe fatto molto meglio di lui e che le lezioni, quantomeno quelle in campo, le aveva già imparate. E pure a Sperone ne erano convinti: “Suo padre lo allenava, lui segnava 4 o 5 gol a partita. Implacabile, fenomenale.” prosegue Antonio “Viaggiava sui 50 gol stagionali. Tutto mancino e tecnica: dribbling di classe e sinistro in rete. I tornei e i campionati portavano la sua firma.”

Mancino e dribbling. Un’accoppiata che porta alla mente un nome su tutti: Leo Messi. Grande idolo di Gaetano, proprio alla Pulga blaugrana venne accostato il giovane Oristanio nei suoi anni ad Avellino: il piccolo Messi, così tutti lo conoscevano da quelle parti.

“Da piccolo tifava Juve” ci dice Antonio, ma il destino di Gaetano sorride a tinte nerazzurre, quelle dell’Inter, per la felicità del nonno che gestiva un piccolo Inter Club a Vallo di Lucania, in provincia di Salerno, da dove proviene tutta la famiglia.
“Non aveva ancora 14 anni quando andava a Milano per fare qualche torneo con l’Inter” prosegue Antonio “ci provò anche la Juve a prenderlo, ma Antonio Giavardi (caposcout dell’Inter n.d.r.) insieme con Ro.An managment si era mosso davvero molto tempo prima. D’altronde l’Inter è uno dei settori che lancia più giovani, insieme all’Atalanta”.

Papà Rosario è già superato, ma a Milano il gioco si fa duro. La competizione è alta e se sei un piccolo Messi non puoi farti aspettare. E infatti Gaetano non si fa attendere: scudetto con U15 e U17 prima della convocazione della nazionale U17.
“È un ragazzo serio. È un giovane con un’altra mentalità. Ha giocato con Esposito da quando è arrivato all’Inter, hanno la stessa età, ma Oristanio è il più forte del suo anno. Ne sono convinto.” Lo dice Antonio mentre sorride al ricordo delle giocate di Gaetano.

Quest’anno per Gaetano è arrivata la chiamata della primavera di mister Madonna e non è passato molto tempo prima che si facesse notare anche lì: gol e assist, per ribaltare la partita, all’esordio in campionato e gol nell’esordio di Youth League contro lo Slavia Praga, dopo essere subentrato al posto dell’amico Esposito.

E proprio Esposito è nel mirino di Gaetano che, subito dopo la partita con lo Slavia Praga, ha dichiarato di volerlo raggiungere il prima possibile in prima squadra.
Sì, perché se provate a chiedere a chi l’ha conosciuto, come Antonio, cosa contraddistingue Oristanio dagli altri giovani, la risposta è una sola: “La fame”.

La fame: la chiave del successo. Il piccolo Messi sta studiando per diventare grande e non vuole certo fermarsi al diploma. La strada è ancora lunga, il padre si è fermato a guardarlo da un po’ di tempo. Ma la strada di Oristanio sembrerebbe tutta in discesa, direzione Meazza dove ad aspettarlo c’è Esposito.

Mercoledì mentre Suarez affondava le speranze di Conte, si giocava Barcellona U19- Inter U19, partita valevole per la seconda giornata del girone di Youth League. L’arbitro fischia una punizione dai 30 metri in favore dei neroazzuri. Sulla palla va Oristanio e fa una cosa che da quelle parti sono abituati a vedere: sinistro sotto il sette. Il piccolo Messi che fa il Messi a Barcellona.

Segnatevi questo nome. Il futuro dell’Inter.