La giostra Atalanta

Un viaggio nel fantastico mondo della Dea. Dalla Primavera alla prima squadra, con una filosofia chiara: investire sui giovani porta risultati.

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Il fattore squadra assume carattere decisivo quando si legano determinatezza e consapevolezza nei propri mezzi. Nelle ultime stagioni l’Atalanta si è rivelata il pericolo numero uno per le aspiranti all’Europa, attraverso un percorso di crescita costante che ha avuto tanti protagonisti, tra cui il CT Gian Piero Gasperini.

L’eliminazione ai preliminari di Europa League contro il Copenhaghen non è stato di certo il miglior modo per iniziare l’anno, ma dopo un breve periodo di assestamento i nerazzurri hanno recuperato la forma e la testa di alcuni elementi chiave, riprendendo ciò che avevano interrotto la scorsa stagione e contraddistinguendosi per la qualità di gioco e la continuità.

Il CT della Dea sembra aver fissato nella testa dei sui giocatori valori importanti come la serietà ed il sacrificio, che hanno permesso di lavorare con metodo e di raggiungere alti livelli di rendimento, fino ad eliminare dalla Coppa Italia la Juventus ai quarti di finale. Sono emersi piani di gioco stabili e idonei ad affrontare qualsiasi avversario in campionato e Coppa Italia, manchevoli solamente di essere conformate e applicate alla disputa di competizioni internazionali.
I calciatori hanno raggiunto un’ottima intesa fra di loro, collaborando nella gestione delle situazioni di campo e di spogliatoio, e dimostrando fiducia in se stessi, nella squadra e nella guida del loro allenatore.
Sono arrivati i gol di Zapata, tanti, e le giocate di Ilicic. Gli esterni sono stati capaci di offrire prestazioni intense trovando il gol in più di una occasione, con Hateboer che registra cinque marcature in campionato. Il Papu Gomez è diventato un tuttocampista, l’anima di questa squadra. Vero è che i gol subiti non sono pochi, vista la trazione decisamente offensiva della squadra, ma i centrali dell’Atalanta conciliano puntualmente la fase difensiva con quella offensiva, essendo pericolosissimi sui calci piazzati, e sembrano acquisire solidità partita dopo partita.

Dal 2010 Percassi è il principale titolare delle quote della società, ed il progetto cominciato con la vittoria della Serie B nel 2011 ha preso sempre più consistenza, passando anche per l’acquisto dello stadio Atleti Azzurri d’Italia nel 2017.
Il club è ad oggi uno dei più efficaci trampolini di lancio per giovani talenti del calcio italiano, come è stato per Mattia Caldara, Andrea Conti, Bryan Cristante, Jack Bonaventura, citando calciatori che hanno fatto il salto di qualità approdando alla corte di squadre con ranking più elevato, e come potrebbe essere in futuro per Mancini, Castagne, Hateboer, De Roon. La dirigenza continua tutt’ora a riservare particolare attenzione all’investimento su personalità delle ultime generazioni, soprattutto italiane, anche quando queste potrebbero non trovare spazio in rosa: con più di cinquanta giocatori tra i 20 e i 25 anni ceduti in prestito la Dea è la società al mondo con il numero più elevato di giocatori presso altre squadre, ben 52 per un valore complessivo di 90 milioni di euro.

Il discorso non si esaurisce nell’illustrazione di meri numeri o statistiche, perché l’Atalanta Primavera è, a cinque giornate dalla fine della stagione, in testa al relativo campionato con sette punti di vantaggio sulla seconda. Questo è un ulteriore indice di apprezzamento del sistema di gestione dei giocatori “non ancora maturi” e delle tecniche di allenamento applicate su di essi, che hanno portato Kulusevski, centrocampista del 2000 di origine svedese che ha preferito raggiungere Zingonia piuttosto che l’Arsenal, ad esordire in prima squadra a gennaio contro il Frosinone. Stessa sorte è toccata al classe 2001 Piccoli, una punta centrale molto fisica da 12 gol in 19 presenze nel campionato Primavera, che si è presentato alla Serie A giocando i minuti finali della partita contro l’Empoli finita 0-0. Sempre nell’ambito delle giovanili bergamasche, un nome che potrebbe destare l’attenzione degli osservatori è Cortinovis, trequartista classe 2001 nato a Bergamo e presente in tutte le Selezioni azzurre giovanili sin dall’Under 15: destro particolarmente tecnico e numero dieci della squadra di Lorenzi, può ricoprire diversi ruoli a centrocampo, con alcuni limiti migliorabili nell’interpretazione della fase difensiva. Altro prospetto di cui tener conto è Colley, gambiano classe 2000 che è attualmente impegnato a disputare la sua prima stagione in nerazzurro, per aver dimostrato duttilità e disponibilità a ricoprire più parti del centrocampo, sia come mezz’ala che come trequartista, e una capacità di trovare il gol che non lascia indifferenti.

L’Atalanta si propone come un modello di riferimento che suggerisce al calcio italiano che avere a disposizione giovani significa poter contare su persone che lavorano per guadagnare un posto di rilievo e mettersi in mostra, per le quali non è assicurato uno alto stipendio che potrebbe dissuadere da quella continua e feroce lotta per la slot da titolare la domenica. Ad ognuno è data eguale importanza, ad ognuno è riservato un trattamento equivalente al valore e all’impegno dimostrato, di modo tale che tutti possano sentirsi parte di un gruppo che esprime un’idea e una filosofia di calcio propria, più imposta che adattata all’avversario, indipendentemente da chi esso sia.

La prova del nove consiste ora nel disputare una competizione europea a livelli quantomeno simili a quelli registrati in campionato, cancellando la brutta esperienza dei preliminari della passata estate. Dopo 33 giornate di Serie A l’Atalanta è quinta in campionato, con Zapata in assoluta corsa per la vetta della classifica cannonieri: fra poche settimane si scoprirà quale sarà il destino di questa squadra che vince divertendo e gratificando allo stesso tempo sia gli esteti che i pragmatici del calcio.

Francesco Saulino