L’Atalanta ha terminato la precedente stagione con la storica prima qualificazione alla Champions League, dopo aver disputato un campionato straordinario, registrando numeri incredibili. L’anno scorso la Dea si è rivelata miglior attacco della Serie A, con 77 gol segnati, più di Juventus e Napoli. Dopo la settima giornata della corrente stagione i nerazzurri non hanno perso il vizio del gol e sono nuovamente al comando per ciò che riguarda i gol segnati, ben 18, quasi tre gol a partita. Dopo aver sfiorato il titolo di capocannoniere pochi mesi fa, Duvan Zapata ha già messo il timbro in 6 occasioni, mentre il capitano Gomez sembra aver ritrovato un cordiale rapporto con il gol, segnando tre reti e portandosi a metà del lavoro fatto durante la passata stagione. Non sappiamo se il primato verrà difeso anche durante l’improvvisa assenza di Zapata, che rimarrà fuori un mese a causa dell’infortunio rimediato durante la sosta per le nazionali, ma il Papu ha le idee chiare e spende parole d’oro per il giovane Malinovskyi: “Abbiamo degli automatismi che conosciamo, sappiamo come giocare anche senza Duvan. Chi lo sostituirà farà sicuramente bene. Malinovskyi vi stupirà, ha impressionato tutti. Non fatemi dire troppe cose altrimenti poi ce lo comprano”.

Ruslan Malinovskyi, classe 1993, è stato acquistato questa estate dal Genk per più di 13 milioni di euro: talento.

Alla Juventus di Sarri sono bastati meno di due gol a partita per rubare la vetta della classifica all’Inter dell’ex Conte, che ha segnato di più e preso appena 4 gol, di cui 2 proprio contro i bianconeri. Evidentemente la differenza l’ha fatta la qualità dei gol, cioè il contesto in cui sono stati segnati: la Juventus non ha ancora dilagato in alcun match, vincendo spesso di misura. Che Sarri stia gestendo le forze dei propri calciatori è una valida ipotesi, anche perché gli impegni di quest’anno sono tanti, e alcuni giocatori iniziano a sentire il peso degli anni.

Ma ovviamente c’è chi se la passa peggio: il Milan ha finora vissuto un vero e proprio incubo, perdendo ben quattro partite delle prime sette, giocando malissimo e segnando appena 6 gol di cui 3 su rigore. Necessaria, la rivoluzione è arrivata con l’esonero di Giampaolo, colpevole di non essere stato capace di dare un’identità ad una squadra di per sé composta da buoni singoli e di non aver valorizzato taluni giocatori, sbagliandone una semplice collocazione tattica.

Marco Gianpaolo è stato esonerato dopo aver perso 4 delle 7 partite di campionato finora disputate quest’anno dal Milan.

Più che dovuto è l’elogio alla Fiorentina: schierata a sorpresa con il 3-5-2 contro la Juventus, non ha più modificato questo assetto. Montella ha avuto intuizioni giuste per ciò che riguarda il tandem offensivo Ribery-Chiesa, la posizione di Dalbert e la fiducia a Castrovilli. La squadra del neopresidente Commisso ha finora espresso un’ottima idea di calcio, molto intenso e propositivo, che valorizza le qualità dei calciatori a disposizione. Nonostante un calendario non semplice (la Fiorentina ha già affrontato Juventus e Napoli, più la trasferta di Bergamo) i viola sono a quota 11 punti, uno in meno della Roma e due in meno del Napoli.

Cambiando aria, come si suol dire, vediamo quali sono le squadre più generose in termini di distanze percorse durante questo avvio di campionato. La parola d’ordine di Antonio Conte è una in particolare: sacrificio! Gli 11 dell’Inter, considerando anche Samir Handanovic, corrono mediamente per 110 km a match. Squadra dinamica che non molla nulla, a centrocampo è dominante quanto a intensità ed aggressività, finendo per mettere in seria difficoltà anche gli alieni del Barcellona: Brozovic ha finora percorso poco meno di 13 km a gara, giocandole tutte. Attenzione però agli impegni europei e alla rosa non eccessivamente lunga.

L’Inter di Conte si sta rivelando l’anti-Juve di questa stagione.

Per rimanere nella massima categoria al Lecce si richiede uno sforzo extra che compensi la qualità dei giocatori di una squadra che, nonostante l’ottimo avvio, soffre gli svantaggi di essere una neopromossa. Gli uomini di Liverani lo hanno capito già da tempo e si sono dati da fare, venendo in rilievo come seconda squadra per distanze percorse.

Guardando alle statistiche del Napoli, si potrebbe pensare ad una squadra pigra che corre meno delle altre. In realtà la spiegazione va cercata nel tipo di gioco di Carlo Ancelotti. L’allenatore azzurro preferisce far correre la palla piuttosto che i giocatori, cosicché questi possano essere più lucidi nelle scelte: i 74 gol segnati l’anno scorso sono la prova che questa scelta porta risultati. Soprattutto, la tecnica dei calciatori a disposizione permette cose che tante squadre possono solamente ammirare da lontano.

Ripartendo proprio dal Napoli, ed a conferma di quanto detto poco fa, questa è la squadra che tiene di più la palla assieme all’Inter: 30’ a partita, di cui 16 nella metà campo avversaria. Fabian Ruiz è il playmaker che serviva ai partenopei dopo la partenza di Hamsik e lo spagnolo non si è fatto pregare, giocando in diverse posizioni del campo sia la scorsa che l’attuale stagione. 464 sono i passaggi finora eseguiti dal talento classe 1996, con una precisione del 90%. Numeri da top player.

Fabian Ruiz si è conquistato la leadership del centrocampo napoletano in appena un anno.

Il Milan di Giampaolo, appena sostituito da Pioli, ha quasi sempre avuto più possesso palla rispetto agli avversari ma, come abbiamo avuto modo di osservare, i prodotti sono stati tutt’altro che positivi. Infatti la gestione dei rossoneri è stata sempre molto sterile, sviluppata in orizzontale: pochi triangoli e poche verticalizzazioni, per di più mal calibrate. Tenere la palla ha un senso se ha per fine quello di far muovere gli avversari a vuoto e trovare il varco giusto, ma non è questo il caso. Tanta confusione e pochi passaggi decisivi: la squadra ha tirato in porta appena 67 volte, con meno del 50% di tiri nello specchio. Il reinserimento di Paquetà e il ritorno di Bonaventura saranno certamente dei punti di forza del nuovo Milan.

Lazio e Bologna hanno caratteristiche simili da questo punto di vista, in quanto tengono la palla poco di più rispetto alla media del campionato e con risultati ottimi: Lazio e Bologna tirano in porta più di qualunque squadra, secondi solo all’Atalanta. Ancora una volta la differenza è sancita dalla qualità degli interpreti, con la Lazio che è più precisa sia in termini di passaggi riusciti che di tiri nello specchio: quanto al primo tema, Sansone, Orsolini e Luis Alberto sono nella top 10 per occasioni create, quanto al secondo, sono ben 65 su 96 quelli della Lazio contro i 42 su 95 del Bologna.

Riccardo Orsolini ha creato 16 occasioni da gol in questo inizio di campionato.