“Sting like a bee and fly like a butterfly” il famoso mantra del compianto Muhammad Alì e l’onnipresente frase sui social del commentatore di Sky, Lele Adani. Se state guardando una partita dell’Inter commentata da lui e volete provare un nuovo gioco alcolico fate così: ogni volta che gli sentite dire “Bahia Blanca”, buttate giù uno shot. A fine partita probabilmente avrete bisogno di qualcuno che vi accompagni a casa.

Perché? Beh, semplice. Bahia Blanca è la città natale del “ToroMartinez e Adani non perde occasione di ricordarcelo ad ogni grande giocata del numero 10 nerazzurro. E, ultimamente, il pupillo di Diego Milito ce ne ha regalate tante. Per la gioia degli interisti e del vostro barista di fiducia.

Lautaro esulta dopo il gol al Torino lo scorso 23.11

Sì, perchè dopo una stagione passata tra la panchina e l’ombra di Icardi e una partenza, quella di quest’anno, un po’ in sordina, Martinez ha carburato e cambiato marcia. Nel solo mese di novembre, l’attaccante argentino ha messo a segno 4 gol in 5 presenze tra campionato e Champions League, conquistando il cuore dei tifosi.

Non sono solo le reti a descrivere il momento che sta passando l’ex Racing Avellaneda, sono le prestazioni. Gli ingranaggi di coppia con Lukaku sono stati finalmenti oleati dalla mente sopraffina di Antonio Conte e vedere giocare quei due è davvero spettacolare. Lautaro non è più quel ragazzino ossessionato dal gol, voglioso di lasciare un’impressione, con la rabbia, la garra, nelle vene. I suoi movimenti e le sue giocate sono, ora più che mai, eseguite nel modo migliore affinchè la squadra possa giovarne. I suoi dribbling confusionali sono diventati eleganti e adesso quando la palla è tra i suoi piedi è un vero e proprio incubo per i difensori avversari.

LuLa, la coppia del momento in Serie A

Prendiamo in esempio un’azione. La partita è quella tra Slavia Praga e Inter in Champions League, vinta 3-1 dai nerazzurri. Il punteggio fermo ancora sull’1-1, con l’Inter all’arrembaggio per cercare di far breccia nel muro ceco. La palla arriva al limite dell’area, Lautaro è spalle alla porta e il controllo è molto difficile con il difensore che ringhia subito dietro di lui. La sfera rimane però ancorata ai suoi piedi, fa fuori il difensore, si gira e aspetta l’inserimento del fedele soldato Candreva. Apertura fantastica a favorire l’italiano che mette in mezzo per Lukaku che però stampa la palla sulla traversa. Sembra tutto semplice, ma non lo è. Lo diventa per lui però.

I miglioramenti da inizio stagione sono evidenti, non solo sul piano realizzativo, come abbiamo detto. Contro il Bologna, lo scorso 2 novembre, oltre ad essersi guadagnato il calcio di rigore decisivo con una giocata da fuoriclasse, la sua percentuale di precisione nei passaggi è stata superiore all’80%. Mentre nelle partite di inizio campionato faticava a toccare il 50. Non solo, El Toro sembra fatto appositamente per i grandi palcoscenici: 5 gol in 5 partite di Champions. Il primo, dopo 3 minuti al Camp Nou. 2 gol al Dortmund tra andata e ritorno e doppietta allo Slavia.

Martinez è l’uomo in più di questa Inter, in piena emergenza a centrocampo. Decisivo con le sue incornate per spezzare la partita e fastidioso come una zanzara. Una rivisitazione della frase di Alì: incorna come El Toro e infastidisci come una zanzara.

Provate a passare dalle parti del Meazza quando segna lui e godetevi la folla urlare il suo nome. I tifosi dell’Inter lo amano, orfani dell’altro argentino, Mauro Icardi, e coccolati dalla raccomandazione di Milito. Ma ora che Martinez sta diventando quello che El Principe ha sempre detto sarebbe diventato, i tifosi hanno un altro pensiero a tormentare le notti da capolista. Perchè le ultime partite parlano da sè e Lautaro ha altri estimatori oltre Lele Adani e, con tutto il rispetto, anche più importanti.

Lautaro esulta dopo un gol in Copa America, sullo sfondo uno striscione: “Messi passala a Lautaro”

Le prestazioni di Lautaro sono arrivate pure in madrepatria e quest’estate dopo l’ottima Copa America disputata, pare che si sia fatto amico niente di meno che “La Pulga” Leo Messi. Proprio Messi, fresco del sesto pallone d’oro, sembra che non voglia più limitarsi a giocare con Martinez solo in camiseta albiceleste e pare che stia spingendo affinchè il Barcelona provi a far suo il nuovo gioiello nerazzurro, blindato da una clausola che adesso sembra essere un po’ troppo bassa, 111 milioni di euro.

Perciò mentre gli interisti vedono nel Barcelona l’incubo di Champions, in attesa dell’importante sfida del 10 dicembre decisiva per le sorti dei nerazzurri, Martinez li coccola a suon di gol, facendoli sognare: un altro argentino, cresciuto nel Racing Avellaneda, che segna a non finire. Chi vi ricorda?