Questo è il nostro primo appuntamento e andremo a rispondere ad alcune domande. Quando nasce il tifo organizzato laziale? Quali sono i primi gruppi e come si trasformano nel tempo?

Il 23 Ottobre 1932 a Roma andò in scena il “Derby della Capitale”. Fu il primo incontro di Calcio che vide la comparsa di uno striscione, esposto da “Paranza Aquilotti”: un gruppo organizzato, con tanto di gerarchie.

Derby Lazio vs Roma, 23 Ottobre 1932 allo Stadio del PNF.

Nel 1951 furono fondati i “Circoli Biancocelesti” e i “Lazio Club“. La nascita del movimento Ultras è guidata da Goffredo Lucarelli, detto “il Tassinaro”. Questi primi gruppi “Ultrà” nacquero tra amici dello stesso quartiere, primo tra tutti i “Commandos Monteverde Lazio“, fondato nel 1971. La parola commando all’interno del nome è un retaggio dell’epoca. Infatti, l’Italia attraversava i così detti anni di piombo dove l’uso di questi termini era molto diffuso. Il Commandos Monteverde Lazio venne ribattezzato tre anni più tardi C.M.L. ’74.

Nel 1976 i gruppi esistenti decisero di riunirsi sotto un’unica associazione: Gruppi Associati Bianco Azzurri. Da questa associazione nacquero gli “Eagles’ Supporters“, uno dei gruppi più numerosi e ammirati d’Italia.

Stemma Eagles’ Supporters

Gli Eagles’ Supporters rimasero a fianco della S.S.Lazio forse nel periodo più buio della sua storia la retrocessione in B. Dovettero resistere ad una ondata repressiva contro il tifo organizzato dopo la tragica uccisione di Vincenzo Paparelli. Proprio in quegli anni il motto del gruppo Ultrà recitava: “Tarpateci le ali, riprenderemo a volare!”.

Il gruppo laziale vantava anche un altro importante primato personale, quello dello striscione più lungo della storia: ben 54 metri.

Gli Eagles’ Supporters negli anni ottanta con uno striscione bianco e blu.

I “Viking” vennero fondati nel 1978 e fu il primo gruppo ad avere una vena politica di destra. Il nome significa spedizione militare marittima e fa riferimento al leggendario soldato Vichingo delle popolazioni Nord Europee. Furono gli antagonisti degli Eagles’ Supporters e rimasero fedeli alla Curva Sud, prima che il tifo organizzato si spostasse nell’attuale Curva Nord.

Prima partita, 23.10.1979

Gli IRRIDUCIBILI nacquero il 18 Novembre 1987. Il gruppo più famoso del tifo laziale e il più numeroso, che si distinse negli anni per essere tra i più violenti d’Italia, portando addirittura allo scioglimento gli Eagles’ Supporters dopo numerose aggressioni subite in casa e in trasferta dagli stessi Irriducibili. Saranno i promotori del tifo all’inglese: via i tamburi, spazio agli stendardi, agli slogan più strani, umoristici e sarcastici. Partirono nel ’87 con 432 tesserati, ad oggi contano circa 10.000 associati.

Gli Irriducibili in Curva Nord con il loro striscione rappresentativo.

Gli IRR sono stati i primi a realizzare coreografie (auto-finanziate) all’interno dell’Olimpico. Il bandierone col simbolo del gruppo che copriva tutta la curva o l’entrata degli stessi in curva, mascherati da astronauti e con dei grandi palloncini rappresentanti il Sistema Solare, con lo striscione “Il futuro ci appartiene”.

Furono però coinvolti in molti episodi spiacevoli. Ingranditosi negli anni a partire dalla sua fondazione, il gruppo è finito spesso in cronaca per incidenti da stadio, diffide, e per la morte in uno scontro a fuoco di uno dei suoi esponenti di spicco: il trasteverino Claudio Marsili, detto “Cupido”. Fino alla più recente scomparsa di Fabrizio Piscitelli detto “Diabolik”.

Sono clamorose alcune iniziative degli Irriducibili, come quella di scendere in piazza e bloccare il trasferimento dell’idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma. Ancora, il 21 marzo del 2004, passato alla storia come “il derby del bambino morto”: si era diffusa la notizia che negli scontri, avvenuti fuori dallo stadio fosse morto un bambino. Il clima degenerò all’intervallo, l’arbitro fu costretto a sospendere la partita a causa dell’invasione di campo di alcuni tifosi.

I “Veterani” nacquero nel ’94. Furono il primo gruppo a spostarsi in Tribuna Tevere. Occuparono costantemente le prime file nella parte bassa della storica Tribuna Tevere, stando in piedi e tifando come se stessero in Nord.

Veterani

Furono il primo e il solo gruppo ad essere presente e visibile anche quando, al derby, è la Roma a giocare in casa, in una Tribuna Tevere giallorossa.

Nel prossimo appuntamento andremo dall’altra sponda del Tevere. Conosceremo la storia del tifo organizzato Romanista, partendo dagli anni 50.