Durante la cerimonia, in Campidoglio, che ha visto premiare le ragazze della Lazio Woman per l’accesso al campionato di massima serie, il Presidente Claudio Lotito ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti lo Stadio Flaminio. Questo impianto sportivo, privo della pista di atletica, è stato progettato dagli architetti Antonio e Pier Luigi Nervi alla fine degli anni ’50. Nel tempo lo stadio ha ospitato le Olimpiadi di calcio del 1960, le gare interne della Rugby Roma e della Nazionale di Rugby italiana in occasione del “Sei Nazioni“. Recentemente sia l’Atletico Roma, squadra professionistica che fino al 2011 militava in Lega Pro, sia la squadra di football americano Marines Lazio, hanno utilizzato l’impianto.

Problemi

Il documento che impedisce l’abbattimento

Dal 2011 la struttura è inutilizzata e versa in stato di totale abbandono. Inutili i tanti proclami sino ad oggi di una sua riqualificazione. Sulla testa dell’impianto pesano alcune clausole che vedono impossibili i lavori di abbattimento e riedificazione. L’attuale proprietà, anche del vicino Palazzetto dello Sport, Roma Capitale, riconosce lo Stadio Flaminio come un luogo da tutelare, preservare e restituire alla città di Roma solo tramite un suo recupero secondo criteri di qualità e controllo del processo di restauro, rispettando il progetto originale.

Lo Stadio delle Aquile

Lo Stadio della Lazio e la Cittadella dello Sport

L’immenso progetto di Claudio Lotito, Presidente della S.S.Lazio, è di dare alla città di Roma non solo uno stadio, ma una vera “Cittadella dello Sport” che possa raggruppare i rami più prestigiosi della Polisportiva Lazio (la più grande d’Europa). Per la sua realizzazione la presidenza aveva indicato i terreni, tra la via Salaria e la via Flaminia, all’estremo della periferia nord della Capitale. Il principale problema era l’inedificabilità del terreno a ridosso del fiume Tevere, zona da bonificare, oltre che priva di collegamenti con la città e i suoi servizi di trasporto urbano. Lo Stadio Flaminio è sicuramente una via d’uscita plausibile, per il Padron biancoceleste, dato che l’impianto è situato nel quartiere Flaminio, storicamente laziale, vicino al centro storico di Roma e all’interno della zona che racchiude Arti e Sport. La clausola però inserita dal Comune e dai familiari di Nervi mette in discussione il progetto. Lo Stadio Flaminio è strutturalmente inadatto alle esigenze moderne, già nel 2011 non era a norma per la UEFA e senza una riqualificazione totale è impossibile utilizzarlo. Percorrere questa strada, dunque, vorrebbe dire rischiare di naufragare, così come accaduto per lo Stadio della Roma a Tor di Valle e quindi perdere molti soldi, oltre che ridimensionare drasticamente la Cittadella dello Sport.

Perché provarci?

A due passi dal centro storico di Roma

Claudio Lotito se riuscisse ad ottenere i permessi, i fondi e il via libera, avrebbe tutto da guadagnarci. Uno stadio di proprietà porta molti introiti, lo sanno la Juventus e le squadre minori come Sassuolo e Udinese. Avere uno stadio nel cuore della Capitale, all’interno del Polo dello Sport, in una zona molto ben collegata e raggiungibile, sia dalla periferia romana che dai comuni adiacenti, sarebbe un paradiso. Qualsiasi turista avrebbe a 10 minuti di cammino da Piazza del Popolo e 25 minuti da Piazza di Spagna, un’impianto moderno e polifunzionale, dall’architettura contemporanea che diverrebbe una risorsa per il turismo culturale che si muove al di fuori dei circuiti tradizionali.

Cosa succederà è difficile a dirsi, sicuramente ci saranno dei contatti tra il Presidente Lotito e l’Amministrazione capitolina. La speranza è che l’ennesimo impianto abbandonato possa tornare ad essere vissuto dalla cittadinanza. Ammesso e non concesso che si preferisca tenerlo in “tutela” fino a quando l’ultimo mattone non sia crollato.