Siamo al terzo appuntamento. Dalla Capitale ci spostiamo a Torino per scoprire la tifoseria Granata.

La storia della tifoseria granata è verosimilmente lo specchio della squadra, un’evoluzione tra alti e bassi. Il Grande Torino è una di quelle Leggende del Calcio Italiano arrivate sino a oggi che è impossibile non apprezzare. Fu la prima squadra a centrare il double scudetto-coppa nella stessa stagione e divenne anche asse portante della Nazionale Italiana, fornendo 10 calciatori agli Azzurri.

Se sul campo il Toro ha collezionato negli anni 7 Scudetti e 5 Coppe Italia, sugli spalti i tifosi non sono da meno.

Nel 1951 nacque il primo gruppo organizzato del Torino: la “Curva Maratona“, il cuore del tifo Granata, capace di unire il fermento giovanile dell’epoca. Il nome “Maratona” derivava dalla presenza, alle spalle della curva, di una cisterna d’acqua denominata “Torre Maratona”. Questa simboleggiava lo spirito di sacrificio degli atleti.

Curva Maratona, anni ’80.

Negli anni ’60 nacquero i “Commandos Fedelissimi“, in primo gruppo con un nome da “battaglia”. A quest’ultimo negli anni seguirono diversi gruppi, nati da piccole scissioni.

Un episodio (simbolico) portò una certa notorietà al gruppo dei Fedelissimi. Il 28 febbraio 1971, al termine di un match molto discusso tra Torino e Vicenza, vinta dagli ospiti per 2-3, i tifosi di casa inseguirono l’arbitro Concetto Lo Bello sino in aeroporto. Nessuno si fece male, anche perché il direttore di gara fu scortato per tutto il percorso.

Questo episodio fece nascere il gruppo “Ultras Granata“. Un piccolo gruppo di tifosi fuoriusciti dai “Fedelissimi”.

Nel 1973 (per altri nel 1969) nacque il “Maratona Club Torino Ultras Granata” formato dai più giovani, distaccatisi dei Fedelissimi e dal gruppo Ultras Granata.

Nel 1975 nacquero i “Leoni della Maratona“. Furono i primi a legarsi maggiormente al concetto di “Ultras”, portando all’interno dello stadio bandiere, fumogeni, tamburi e striscioni.

Anni ’80

Il modello di curva Granata, seppur diviso in più gruppi, rimase sempre compatto. Venne così preso come punto di riferimento nel panorama nazionale. Negli anni ’80 non era difficile trovare tra i tifosi di casa qualche ospite: elementi di altre tifoserie, previa richiesta, andavano in visita per capire come si organizzasse una coreografia o più semplicemente per apprendere i fondamenti base del tifo organizzato.

Negli anni ’80 il tifo organizzato ricevette però una forte scossa, la politica si divenne sempre più intrinseca negli ideali dei gruppi Ultras. Nacquero così i ” Granata Korps” con ideali di Destra. Spesso vennero a contatto con gli Ultras Granata, che oltre ad essere politicamente opposti erano i leader della Curva Maratona. Nello stesso periodo nacquero gruppi minori come “Mods”, “Giant”, “Tnt” e “Vikings” inizialmente di Destra poi, per movimenti interni, divenuti gruppi di Sinistra.

Leumann Dandies

Sempre negli anni ’80 il tifo Granata fu premiato dalla Domenica Sportiva, che definí la Curva Maratona la più bella del campionato. Nel 1997 invece il tifo Torinese fu elogiato anche oltre alpe. Il settimanale francese Onze premiò la tifoseria organizzata del Torino come la più bella d’Europa.

Nel 2000 fu il gruppo “Etarras” a riaccendere gli animi politici dei tifosi: tornarono allo stadio le bandiere Cubane e Basche. Dopo la morte dell’ispettore Raciti, il 2 febbraio del 2007, molti gruppi storici lasciarono la curva o cessarono di esistere. L’introduzione della tessera del tifoso diede un ultimo colpo al tifo organizzato.

Oggi a guidare la Curva Maratona insieme a la “Curva Primavera“, nati per celebrare i giovani Granata, ci sono gli Ultras Granata.

Etarras

Il nostro auspicio è che la Curva Maratona possa tornare a splendere e ad essere la più bella d’Europa come fu in passato. Al di là della propria fede calcistica se si ama questo sport non si può rimanere indifferenti di fronte a storie simili. Viviamo “Il Calcio a 360 Gradi”.