Anche se sei un giovane talento, non è detto che la tua carriera sia così semplice. Questo è quello che è successo a Bryan Cristante.

Il centrocampista giallorosso classe 1995 infatti, al Milan è considerato da tutti una giovane promessa del calcio italiano. Massimiliano Allegri crede in lui e lo fa debuttare a neanche 17 anni in Champions League. Centrocampista moderno: bravo nelle due fasi, buona tecnica e buona struttura fisica. Il Benifica non ci pensa due volte e decide di puntare su di lui, acquistandolo dai rossoneri per 6 milioni. Qui cominciano un po’ di problemi per il giocatore. Vista la sua bravura negli inserimenti, Cristante nasce mezz’ala, però l’allora tecnico del Benifca Jorge Jesus, lo vede più come regista. Infatti il centrocampista italiano è bravo anche nel passaggio corto e nel lungo, ed essendo dotato di un buon fisico viene schierato davanti la difesa. Dopo poche partite però cambia il tecnico dei portoghesi e sulla panchina arriva Rui Vitoria. Il nuovo allenatore non crede molto in Cristante mandandolo spesso in panchina.

A questo punto l’ex Milan decide di andare via. A puntare su di lui è il Palermo, che, a gennaio del 2016, decide di prenderlo in prestito. Anche in Sicilia il giovane italiano fa sia il mediano che la mezz’ala. Dopo 6 mesi in rosanero però non viene riscattato, tornando al Benfica che lo gira nuovamente in prestito al Pescara. Con la neo promossa abruzzese gioca molto (16 partite) senza brillare particolarmente. A gennaio 2017 però arriva la svolta. L’Atalanta ha perso Kessiè per la Coppa d’Africa: serve un centrocampista con doti di inserimento. Ecco quindi che la Dea decide di puntare su Bryan Cristante.

L’idea di calcio e soprattutto l’idea che ha mister Gasperini dei centrocampisti aiutano non poco il giocatore italiano. Il classe ’95 si integra alla perfezione nel sistema di gioco dei nerazzurri. Nonostante giochi da mezz’ala si abbassa spesso per iniziare l’azione, ma ciò non gli impedisce di inserirsi con costanza alle spalle della difesa avversaria. Cristante in appena 6 mesi sembra rinato, è tornato il talento del Milan di cui tutti parlavano. L’Atalanta non ci pensa due volte e lo acquista per circa 5 milioni.

La crescita del centrocampista non si ferma e Gasperini ha una grande intuizione: avanzarlo a trequartista. In questa posizione Cristante esplode. Non solo per i 9 gol che mette a segno, ma per la costanza di ottime prestazioni che fornisce. È un pericolo costante per le difese per le sue qualità di impostazione e nel tempismo di testa. Il centrocampista attira quindi su di sé i riflettori di molte squadre. La Roma riesce ad anticipare la concorrenza pagandolo circa 30 milioni. Cifra importante che dimostra quanto i giallorossi credano nel giocatore.

Arrivato nella capitale, in una nuova squadra e in un nuovo sistema di gioco, Cristante deve ambientarsi. All’inizio della sua esperienza giallorossa fatica a tornare ai suoi livelli. Mister Di Francesco lo schiera mezz’ala nel suo 4-3-3, l’ex Atalanta però non riesce ad esprimersi come aveva fatto a Bergamo. Quello che non manca mai nelle prestazioni del classe ’95 è l’impegno e l’intensità, per questo anche se non è brillantissimo, gioca molto. Di Francesco decide di passare al 4-2-3-1 per essere più coperto e Cristante viene abbassato, come al Benfica, a mediano davanti la difesa. Viste le caratteristiche prettamente offensive della Roma va in difficoltà, ma si intravede la bravura del centrocampista nell’interdizione.

Anche con Ranieri sarà titolare nei due davanti la difesa. Nonostante le prestazioni non siano al top, Cristante è molto importante per dare equilibrio alla Roma, non ultimo è un pericolo sui calci piazzati. I giallorossi cambiano ancora in panchina: arriva Fonseca. Il tecnico portoghese porta nella capitale il suo marchio di fabbrica: il 4-2-3-1. Dopo i primi allenamenti Bryan Cristante conquista il nuovo allenatore. Sin dall’inizio infatti Fonseca elogia e afferma quanto sia importante per il suo gioco il classe ’95.

Adesso segna di meno, ma il centrocampista giallorosso sta crescendo di partita in partita. I gol hanno lasciato lo spazio all’interdizione e all’impostazione. Infatti il numero 4 si abbassa spesso sulla linea dei difensori per far partire l’azione. Fonseca vuole da lui qualità e sostanza e Cristante (il più delle volte) lo sta accontentando con buone prestazioni nelle due fasi. Il centrocampista è migliorato molto nella visione di gioco e nella verticalizzazione. Spesso va alla ricerca della profondità o del cambio gioco con precisi passaggi lunghi. A livello difensivo invece, sta crescendo molto nel posizionamento e nell’ uno contro uno. Il classe ’95 non è perfetto infatti a volte si fida troppo delle sue qualità e perde pericolosi palloni in uscita. Questa sua pecca però non preoccupa mister Fonseca, anzi. Il tecnico portoghese è contento del suo giocatore per la personalità che mette in campo e i rischi che prende, vuole questo dal suo centrocampista. Inoltre a riprova di ciò, anche quando c’è stata la possibilità di avanzare il numero 4, l’allenatore giallorosso ha scelto di lasciarlo nei due mediani.

Non si può dire che Bryan Cristante non si adatti agli allenatori. La sua intensità, la sua bravura negli inserimenti e la sua abilità senza palla, ma soprattutto la sua intelligenza tattica, lo hanno fatto crescere esponenzialmente negli ultimi anni. Non a caso un certo Daniele De Rossi pochi mesi fa ha elogiato il classe ’95: “C’è un Bryan Cristante che non è romanista, è del Nord eppure io ne vorrei altri cento come lui. Ci mette l’anima in allenamento, in partita, sempre. Questo è lo spirito”. Investitura pesante, che il centrocampista romanista sta rispettando con costanti miglioramenti.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)