Se in passato abbiamo parlato degli Ultras della Lazio dagli albori, fino ai primi anni del 2000, oggi dobbiamo scrivere un ulteriore tassello della loro storia. Perché uno dei gruppi più iconici, gli “Irriducibili”, dopo trentadue anni di attività, il 27 febbraio 2020 si è sciolto.

Lo scenario all’Olimpico di Roma è cambiato, non poco. Prima della partita casalinga tra Lazio e Bologna lo scorso 29 febbraio si presentava una situazione simile a questa:

Ovvero, con la presenza di più “pezze” esposte ognuna vicino al proprio gruppo di tifosi. Già dalla partita prima citata campeggiava invece un solo striscione, con scritta bianca su sfondo blu scuro: “Ultras Lazio“.

L’intenzione degli Ultras laziali sembra essere quella di riunire sotto questo pseudonimo l’intero scenario “Ultrà” della curva capitolina. Infatti, non sono più state esposte altre pezze di altri gruppi.

Quelle ancora visibili sono nei settori Distinti dell’impianto romano.

Probabilmente la scomparsa prematura di “Diabolik”, storico capo ultrà del gruppo, morto lo scorso agosto in un agguato al parco degli Acquedotti di Roma ha scosso l’ambiente. Anche se l’attuale capo ultras degli irriducibili Franco Costantino, conosciuto negli ambienti della tifoseria laziale come “Franchino”, commenta così: «Una decisione sofferta ma no, la morte di Fabrizio (Piscitelli Diabolik, ndr) non c’entra».

In conclusione, quello che sarà il nuovo gruppo romano non lo sappiamo. Di certo si assume il peso, le responsabilità di portare ad un livello più alto il tifo organizzato. Le aspettative sono di certo alte, il vecchio gruppo lascia un’eredità più che trentennale con decine di coreografie passate alla storia, così come i cori che negli anni hanno animato il settore più caldo del tifo. Così come sono impressi nelle menti di molti i cortei a Londra, Glasgow, Sofia e tanti altri in Italia e in Europa.