Raul Jimenez si aggrega ai Wolves all’inizio della scorsa estate, in prestito dal Benfica. Neanche un anno dopo viene riscattato e diventa il giocatore più pagato nella storia del club inglese, ben 38 milioni. Un trasferimento oneroso, ma che viene ripagato con i 13 gol in Premier realizzati dal messicano nella passata stagione più i 6 gol in 6 partite messi a segno nelle gare di qualificazione alla prossima edizione di Europa League. Proprio l’ultimo ieri sera, ai danni di un Torino che vede svanire le proprie aspirazioni europeiste: taglio sul primo palo e Sirigu spiazzato. 

Raul Jimenez esulta dopo aver sbloccato la partita di ieri sera contro il Torino.

Dopo le esperienze negative di Atletico Madrid e Benfica, Jimenez è ad oggi una pedina fondamentale per Nuno Espírito Santo. All’età di 28 anni ha finalmente trovato la sua dimensione calcistica, calciatore  maturo, capace di interpretare le partite a servizio della squadra, alternando una scientifica ricerca degli spazi e della profondità a sponde ed imbucate per i compagni. Durante questa estate ha trascinato il Messico alla vittoria dell’ottava CONCAF Gold Cup, segnando 5 gol in 6 partite e vincendo il premio di miglior giocatore del torneo.

Jimenez è stato il miglior giocatore della CONCAF Gold Cup 2019.

Forse non tutti sanno che l’attaccante dei Wolves conviveva dal 10 marzo scorso con un infortunio al polso sinistro che lo costringe tutt’ora ad indossare una fascia protettiva. Decidendo di non operarsi, ha contribuito alla grande stagione che ha portato il proprio club a diventare, classifica alla mano, la prima potenza delle non-big, pizzandosi settima.

“Si era rotto il polso, pensavate indossasse la fasciatura per moda?” Nuno  Espírito Santo.

Ieri sera, il suo Wolverhampton ha raggiunto i gironi di Europa League dopo appena un anno dal suo ritorno in Premier League. Come citato prima, la squadra eliminata nel quarto ed ultimo turno preliminare è il Torino di Walter Mazzarri. Nelle due sfide i Wolves hanno mostrato di essere superiori ai Granata, che ieri sera non sono riusciti a recuperare la sconfitta per 2-3 dell’Olimpico, nonostante abbiano disputato una gara aggressiva e pieno di energia.

“C’è rammarico, ma queste sei partite disputate ci aiuteranno a crescere”.

Durante la partita, infatti, i Wolves di Espirito Santo hanno saputo attendere e resistere alle avanzate del Torino, che grazie ad un grande lavoro difensivo degli inglesi sono rimaste sterili e solo a tratti pericolose. Le situazioni più interessanti sulla testa di Zaza nel, primo tempo, e sul destro di Meité, nel secondo. Una volta recuperata palla, il Wolverhampton diventava una macchina inarrestabile: gioco in velocità, strappi e profondità. Sembrava di vedere una Fiat, il Toro, che prova a rincorrere una Ferrari, il Wolverhampton, per prendere in prestito una metafora di Ibrahimovic. Alla guida della Ferrari arancionera: Adama Traoré, spagnolo scuola Barcellona, apre in due il campo tutte le volte che ha la palla. Le sue discese sono come un fulmine che ferisce il cielo e arriva a terra. Sullo 0-0, da una di queste discese, va vicino al gol: saltati in velocità i centrali un po’ troppo macchinosi del Torino, su tutti Bonifazi, e arrivato davanti a Sirigu si fa stregare da esso. A fine primo tempo, il Torino continuava a spingere, ma al 30′ è arrivato il gol di Jimenez, propiziato dall’ennesima discesa di Traoré.

Un esplosivo Adama Traoré inseguito da Bremer.

Al Toro servivano 3 gol per passare ma la trama della partita non è cambiata: i tentativi di sfondare si infrangevano contro le linee inglesi, che resistevano e partivano agguerrite una volta recuperata la palla.La partita sembrava in cassaforte per i Wolves, ma al 57′, su un calcio da fermo, arriva l’incornata del Gallo Belotti, ed è 1-1. Il rischio si subire l’onda dell’entusiasmo granata è durato solo 1 minuto: calcio d’inizio, accelerazione sulla fascia, la difesa del Toro è sorpresa e per Leonard Dendoncker è semplice insaccare il gol del 2-1. Da quel momento la partita si può considerare chiusa. I Lupi hanno mangiato i Tori nella doppia sfida, dimostrando di essere una squadra tecnica e veloce. Un ostacolo insidioso per tutti nei sorteggi di oggi, venerdi 30 Agosto. Giocare sotto le luci del Molineux sarà dura.

Francesco Saulino e Nicola Bongiorni