Dopo l’addio di Eusebio Di Francesco il Sassuolo ha avuto qualche problema a trovare il tecnico giusto. Ma dopo le brevi esperienze di Bucchi e Iachini, il patron Squinzi e l’amministratore delegato Carnevali hanno deciso di affidare la panchina degli emiliani al giovane Roberto De Zerbi.

L’ex giocatore, tra le altre, di Napoli e Brescia, si è messo in mostra durante l’esperienza da allenatore del Foggia. Con i pugliesi, De Zerbi è riuscito ad esprimere al meglio la sua idea di calcio. Un calcio offensivo, con la continua ricerca di un possesso palla rapido e l’accettazione del rischio. Dopo la breve e infelice esperienza al Palermo, il 23 ottobre 2018 il tecnico subentra sulla panchina del Benevento per cerca una complicatissima salvezza. Alla conclusione del campionato l’obiettivo non sarà raggiunto e De Zerbi lascerà la Campania. Nonostante ciò il Sassuolo decidere di credere nel tecnico italiano e decide di puntare su di lui.

Dal 2018 ad oggi, anche grazie a De Zerbi, il Sassuolo è diventato una bella realtà del calcio italiano. Sin da subito la società neroverde ha ascoltato le richieste del tecnico e ha cercato di accontentarlo prendendo i profili richiesti. Dopo il primo anno e una salvezza tranquilla, il Sassuolo non è più una sorpresa. Infatti gli emiliani non sono una squadra facile da affrontare. Questo perché De Zerbi è riuscito, da subito, a dare una forte identità alla squadra e i suoi uomini l’hanno seguito. Nelle sue prime due stagioni col Sassuolo il tecnico bresciano ha ottenuto due undicesimi posti, ma con la consapevolezza di essere un’ottima squadra.

Dopo l’esperienza Di Francesco e quindi un gioco molto aggressivo, sembrava essersi persa la brillantezza e la tecnica dei neroverdi. Due cose subito ritrovate con De Zerbi. Con l’ex Benevento molti giocatori sono riusciti ad affermarsi ed altri ad esplodere. Altra caratteristica importante per un allenatore è il coraggio e questo sicuramente non manca al tecnico neroverde. Il Sassuolo, come detto, ha una forte identità di gioco e questo non cambia a prescindere dall’avversario. Oltre a ciò, De Zerbi non esita un secondo far giocare i giovani. Basti pensare a Rogerio che, dalla Primavera della Juventus, è stato catapultato titolare alla sua prima esperienza tra i professionisti. E con buoni risultati. La maglia neroverde ha anche esaltato il talento di Manuel Locatelli. L’ex Milan è arrivato al Sassuolo per fare esperienza e mister De Zerbi ha preso alla lettera queste parole e affidandogli le chiavi del centrocampo posizionandolo davanti la difesa. Ad oggi il numero 73 neroverde è un ventiduenne esperto e di grandissima personalità. Con ogni probabilità sarà lui a guidare il centrocampo azzurro per nei prossimi anni. E ancora: Merih Demiral. Il centrale turco classe 1998 che arrivato a giugno 2019, in appena 14 presenze, ha attirato i riflettori su di sé tanto da essere acquistato, a fine stagione, dalla Juventus per ben 18 milioni di euro. Questi sono tre dei tanti esempi che si possono fare di giovani talentuosi del Sassuolo. Ultimamente si può sicuramente citare Mert Muldur, terzino destro turco classe 1999. Arrivato la scorsa stagione in Emilia. Il giovane si è adatto velocemente alla Serie A (cosa per niente semplice e scontata) mettendo in mostra tutte le ottime qualità. Un terzino molto abile nelle due fasi, quest’anno può essere la stagione della sua consacrazione. Senza citare Boga. Lui è un talento rarissimo, i neroverdi hanno tra le mani un potenziale campione.

Sicuramente il Sassuolo sa scegliere i giovani da acquistare, ma grande merito va dato a De Zerbi che riesce sin da subito ad integrarli e farli rendere al massimo. Infatti, il gioco neroverde coinvolge tutti i giocatori, e spesso. Tutti partecipano all’azione e tutti devono partecipare alla fase difensiva. Come detto, il Sassuolo non è una squadra facile da affrontare. Questo perché in campo mette sempre tanta pressione e il ritmo durante il possesso palla è elevato. De Zerbi chiede ai suoi di comandare il gioco il più possibile e chiede intensità durante i fraseggi. Con l’alta intensità e i tanti scambi il rischio di errore cresce, ma questo non importa (più di tanto) al tecnico. Infatti gli emiliani accettano il rischio di giocare vari uno contro uno in caso di ripartenza avversaria. Non sempre vengono fatte le marcature preventive questo anche perché si vuole attaccare quindi mettere pressione tutti insieme. Il gol (splendido) di Chiriches contro il Torino lo dimostra. Il difensore centrale che partecipa alla manovra tanto da ritrovarsi sui 30 metri dalla porta avversaria. Non è duqnue un caso che il Sassuolo subisca molti gol e ne faccia altrettanti.

Qui si può vedere la distanza dalla quale ha seganto il bellissimo gol Chiriches (centrale di difesa)

Questo continuo coinvolgimento degli 11 in campo dà molta fiducia a tutti i giocatori, che si sentono più sicuri di provare la giocata. Non a caso Caputo, in Emilia, sta vivendo una seconda giovinezza. La passata stagione, alla prima col Sassuolo, il classe ’87 ha messo a segno 21 reti e 7 assist. Numeri veramente molto importanti, che gli sono valsi la chiamata del CT Mancini per la nazionale. Per proseguire l’incredibile annata, in appena cinque gare di quella attuale ha già segnato 5 gol conditi da 3 assist. Gemello del gol di Caputo è Domenico Berardi. Con De Zerbi il classe ’94 si trova benissimo ed è riuscito anche a limitare al massimo le sue reazioni. Questo gli ha permesso di mettere a segno 14 reti e fornire 10 assist. Insieme a loro, un altro giocatore che ha beneficiato della cura De Zerbi è Filip Djuricic. Trequartista classe ‘92 molto talentuoso dall’ottima tecnica sembrava essersi un po’ perso. Dalla passata stagione però sta giocando su ottimi livelli. Dopo le 5 reti e 6 assist del recente campionato, quest’anno ha iniziato benissimo con 3 gol e 1 assist.

Dopo due undicesimi posti consecutivi per De Zerbi e il Sassuolo è arrivato il momento di ambire a qualcosa di più della salvezza. Le qualità ci sono tutte. In questa stagione i neroverdi ancora non hanno incontrato nessuna big, lo faranno a breve (domenica contro il Napoli). Quello sarà un ottimo banco di prova per Caputo & Co. per capire cosa vogliono fare da grandi. Chissà che non possa essere il Sassuolo la prima squadra italiana a partecipare alla prima futura Conference League. Significherebbe raggiungere il sesto posto e in un campionato così particolare tutto è possibile.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)