Oggi alle 17.30 andrà in scena all’Old Trafford il North-West-Derby. In altri termini, lo scontro tra le due squadre più titolate d’Inghilterra e legate da una storica rivalità. Una rivalità che non guarda alla classifica, ma che si avverte ugualmente nonostante la differenza del valore dei momenti dei club. Il grande Liverpool degli anni 70-80 non vedeva nello United l’avversario più temibile, così come i Red Devils di Sir Alex Ferguson trovavano più ostico il confronto contro l’Arsenal di Wenger piuttosto che contro i Reds: eppure la rivalità è sempre stata alimentata.

Nonostante non possa essere indicato come un derby vero e proprio, nell’immaginario collettivo è divenuto l’incontro più sentito da entrambe le tifoserie e dai calciatori.

Liverpool era nel XIX secolo un porto europeo, Manchester una città industriale. Le due, distanti tra loro appena 57 km, lavoravano insieme le merci, che venivano prodotte a Manchester ed inviate a Liverpool per essere esportate altrove. Ad un certo punto, nel periodo in cui il crescente traffico navale lungo il Manchester Ship Canal iniziò ad aumentare a dismisura e le attività del porto di Liverpool si ridussero, la città venne tagliata fuori dal traffico e cadde in una situazione di depressione economica. La disoccupazione nella città di Liverpool portò numerosi marinai e portuali a spostarsi verso Manchester, dove però non trovarono la benevolenza degli ex soci: il coro “you’ll never get a job” è un vero e proprio insulto, sia per il chiaro e sarcastico riferimento all’inno dei Reds “you’ll never walk alone”, sia per lo sfottò  in tema di disoccupazione.

Manchester Ship Canal nel XIX secolo.

Il Liverpool è senza ombra di dubbio la squadra più in forma del campionato, ma senza aver ancora raggiunto la perfezione del finale della stagione passata. Parliamo allora di efficacia: 8 vittorie su 8 partite e primi a punteggio pieno, troppo anche per il City di Guardiola. La prolungata assenza di Alisson si pensava avrebbe pregiudicato sensibilmente i Reds, ma Klopp ha trovato un valido sostituto che non ha fatto rimpiangere il brasiliano.

Discorso diametralmente opposto va fatto in casa United. Dopo l’addio di Sir Alex Ferguson lo United non è mai riuscito a tornare al top, anche se non va dimenticata la vittoria di Mourinho in finale di Europa League contro l’Ajax dei baby De Jong e De Ligt. Probabilmente la fretta di tornare ai vertici e di chiedere il risultato sono le cause dei tanti esoneri e dei tanti soldi spesi per giocatori che non hanno soddisfatto le aspettative. Sir Alex, dal suo arrivo nel 1986, ha impiegato tre anni e mezzo prima di vincere con lo United il suo primo trofeo, una Coppa d’Inghilterra. Da quel momento sono 13 i campionati inglesi portati a casa e 2 le Champions League. In questo arco di tempo, invece, il Liverpool ha vinto la Premier League solamente due volte, laureandosi però  campione d’Europa  nel 2005 e nel 2019.

Sir Alex Ferguson è stato allenatore del Manchester United dal 1986 al 2013.

Ad oggi i Red Devils hanno solamente 9 punti ma, come abbiamo già accennato, la classifica non conta in questo tipo di match. Gunnar Solskjær dovrà fare anche fare a meno degli infortunati De Gea e Paul Pogba: il primo ha problemi con gli adduttori dalla partita in nazionale con la Svezia, il secondo soffre un fastidio alla caviglia che lo costringe ai box. Alla luce di ciò, i pronostici vedono il Liverpool favorito, ma il calore che trasmetterà il Teatro dei Sogni potrà essere il tredicesimo uomo in campo per i padroni di casa.

La quiete prima della tempesta…

Probabili formazioni:

Manchester United (4-2-3-1): Romero; Wan-Bissaka, Lindelof, Maguire, Young; McTominay, Matic; James, Mata, Rashford; Martial.

Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Wijnaldum; Salah, Firmino, Manè.