Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato la storia della squadra dell’altra Berlino, la Dinamo (per chi non l’avesse letta, la potete trovare qui). Oggi vogliamo raccontarvi la storia dell’altra squadra di Berlino: l’Union. Ieri infatti la squadra capitolina ha vinto la sua prima partita nella Bundesliga, contro i giganti del Borussia Dortmund.

Sabato, allo stadio An der Alten Forsterei di Berlino, si è giocata la terza giornata della Bundesliga tra la neopromossa Union Berlin e la favorita Borussia Dortmund, avversario dell‘Inter nei gironi di Champions League. Nelle prime due giornate la squadra capitolina, allenata da Urs Fischer, aveva collezionato un punto, ottenuto in casa dell’Augsburg dopo la pesante sconfitta interna (0-4) subita contro gli odiati rivali del Lipsia, alla prima giornata.

Il Dortmund arrivava a punteggio pieno e con la Supercoppa messa in bacheca ad inizio Agosto. Le sorti del match sembravano pendere inesorabilmente verso gli uomini di Favre e il loro muro giallo, ma il calcio è uno sport bellissimo, fuori dagli schemi della logica e della matematica. Alla fine dei 90 minuti, l’Union Berlin conduce per 3-1 e si porta a casa la prima storica vittoria nella Bundesliga post unificazione, davanti ai propri tifosi.

Marius Bulter, autore di una doppietta, esulta dopo aver realizzato il gol.

Fuori dagli schemi è anche la storia dell’Union Berlin, travagliata dalla divisione della Germania nel dopoguerra del secondo conflitto mondiale. Storia fatta di passione e amore indissolubile dei propri tifosi per quella che, per anni, ha rappresentato un simbolo di dissidenza e speranza nella vecchia DDR.

Nel 1906 venne fondata a Berlino la SB Olympia 06 Oberschönweide, squadra dell’omonimo quartiere di Berlino, e rinominata SB Union Oberschönweide nel 1910. Nel primo dopoguerra la squadra ottenne dei buoni risultati, culminati dalla finale scudetto persa nel 1923 contro l’Amburgo. Dopo la seconda guerra mondiale e la divisione, la squadra venne spaccata in due: una parte andò nell’Ovest americano, l’altra nell’Est russo. La squadra dell’ovest fu una delle migliori squadre fino alla costruzione del muro di Berlino nel 1961, per poi perdersi nelle serie minori, mentre quella dell’Est dovette passare attraverso diversi cambi di nome fino a giungere al nome attuale, nel 1966.

Nel frattempo, nonostante i continui cambi di nome, il legame con i tifosi era saldo e ben stretto. Da sempre, gli ideali della società Berlinese sono andati contro quelli della DDR, diventando più di una squadra di calcio per gli appasionti, ma un simbolo di lotta.

I successi sul campo, però, non sono mai arrivati, a parte una vittoria nella FDGB Pokal nel 1968. I motivi che resero l’Union Berlin una squadra di culto nella Germania sono ben altri.

Dopo la caduta del muro, l’Union fu la prima squadra dell’Est a scendere in campo con uno sponsor sulla maglietta, Brauer, che lasciò stupiti i 700 spettatori dello stadio Försterei accorsi per vedere un match di seconda divisione.

La maglia e lo sponsor dell’Union nell’89-90, stagione della caduta del muro

Allo stadio, sopra la tribuna dei tifosi più caldi, trionfa la scritta Eiser Union, che tradotta significa Unione di ferro. Durante le partite dell’Union questo urlo risuona ancora, dagli anni della Germania divisa ad oggi, come se i tifosi volessero sottolineare l’appartenenza al club. Appartenenza di sangue.

Sangue che migliaia di persone donarono, nel 2004, agli ospedali di Berlino con lo scopo di girare il ricavato in denaro (che in Germania viene dato ai donatori di sangue) alla squadra, che faticava a trovare i soldi per comprare la licenza al campionato di quarta divisione tedesca. Per ringraziare i tifosi, la società nel 2011 diede la possibilità di comprare delle quote del club: 5473 persone diventarono soci, per un ricavo totale di 2.736.500 euro.

Nel 1966 la società fu costretta a compiere dei lavori allo stadio, per non rischiare di essere esclusa dal campionato, ma i pochi soldi non bastavano a coprire le spese. Cosi, nel dopolavoro dalle 17 alle 19, i tifosi accorsero in migliaia per aiutare la squadra nel terminare i lavori. Evento ripetuto nel 2007 quando i supporter non accettarono l’idea di dover cambiare casa e convinsero la società a ristrutturare l’impianto: 2000 volontari si presentarono ai lavori che nel 2009 vennero terminati.

Fuori dallo stadio vi è una statua con un grosso casco rosso, una carriola e dei guanti. Ai lati del monumento vi è una lista dei 2000 volontari che parteciparono ai lavori, ai quali è dedicata l’opera.

Questa stagione, la prima in Bundesliga dopo aver vinto lo spareggio con lo Stoccarda nel Giugno scorso, l’Union Berlin giocherà il primo derby ufficiale contro l’Hertha Berlino. Le due tifoserie e le rispettiva società sono da sempre “amiche” e più volte nel corso della storia è capitato di vedere, negli stadi delle due compagini berlinesi, i colori di una o dell’altra squadra. Durante i derby con la Dinamo Berlino, squadra della Stasi che ha dominato con metodi discutibili la Oberliga, i supporter dell’Union cantavano i cori dell’Hertha, come segno di ribellione al potere dell’Est e di sodalizio e unione tra i due popoli tedeschi.

Uno striscione dei tifosi che inneggiava ad entrambe le squadre di Berlino

L’Union Berlin e i suoi tifosi hanno fatto il giro del mondo. Tanto da raccogliere i consensi anche da tifosi non tedeschi, diventando così una squadra inernazionale nonostante gli scarsi risultati in ambito di trofei e successi. La vittoria interna contro una big come il Borussia Dortmund non può che dare fiducia ad un ambiente gia carico di passione ed emozione, ma riusirà l’Union, con la spinta dei suoi fantastici tifosi, a salvarsi?